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Taormina, Teatro Antico, 19 agosto 2018. “Sono tre anni che non veniamo in questa cornice fantastica”. Ad ammetterlo è il leader dei Negrita Pau dopo le prime tre canzoni che aprono il concerto al Teatro Greco di Taormina, unica data siciliana dei tre di Arezzo per la promozione del nuovo album Desert Yacht Club. Si respira un’atmosfera di contentezza per il ritorno di una delle band italiane che hanno animato la scena del rock leggero negli ultimi venticinque anni. E sono oltremodo in forma; nemmeno la pioggia caduta su Taormina, che ha ritardato di una decina di minuti l’inizio dell’esibizione, è riuscita a scalfire l’entusiasmo di essere tornati in Sicilia.

Nonostante le condizioni meteo di partenza e qualche sedia di intralcio – che Pau invita metaforicamente a eliminare prima di dare il via ad un’infuocata Radio Conga, da sempre è in grado di alzare la temperatura di qualunque concerto dei Negrita – la band è davvero concentrata e si diverte parecchio sul palco. Lo riconosce anche il chitarrista Drigo, che solitamente non è un gran chiacchierone, e invece prende parola un paio di volte per sincerarsi che il pubblico caldissimo stia bene. “Questo è un posto magico” dice, e sul finale riprende la parola: “Da qui è bellissimo, non so da lì” e sorride nel microfono, dopo essersi debitamente tolto la maglietta. “Un Sud come quello di stasera non l’ho visto mai” ammette Pau, dedicando proprio al pubblico uno dei successi maggiori del gruppo, Rotolando verso Sud.

Non mancano poi gli omaggi ai colleghi recentemente scomparsi che hanno lasciato il mondo della musica (Aretha Franklin e Claudio Lolli), ma anche a Rita Borsellino. “Spero che la sua lezione e quella di suo fratello rimangano per tutta la vita” chiosa Pau chiamando un applauso scrosciante sul quale i Negrita iniziano Non torneranno più, l’ultimo singolo estratto prima dell’estate da Desert Yacht Club. È il momento che apre la parte acustica del live, composta dalla ballad più famosa dei Negrita, Ho imparato a sognare, e da una Magnolia eseguita da Pau voce e chitarra con i cori del pubblico.

 

È lo spartiacque tra prima e seconda parte, quella che corre verso la fine affidata a In ogni atomo, Transalcolico, all’infuocata A modo mio sulla quale Drigo monta anche un accenno di Inno di Mameli, e ai bis – il classico poker composto da Scritto sulla pelle, Bambole, Mama Maè e Gioia infinita. Due ore pienissime che né i fan né i Negrita potranno mai dimenticare facilmente.

2 Comments

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