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Riuscire a raggiungere un successo nazional popolare facendo una ricerca artistica rigorosa, questo è il più grande pregio di Mannarino che percorrendo strade non convenzionali fa numeri da artista mainstream. Con l’album Apriti Cielo raggiunge il 1° posto nella classifica di vendita, la certificazione Oro e il Premio De André, e con il live – da sempre il suo più importante biglietto da visita – supera nel 2017 le 100.000 presenze. In 10 anni di attività il suo pubblico si trasforma in una vera e propria comunità fatta di persone che si incontrano, di storie, di musica e parole. Una comunità che si riconosce intorno ad alcuni ideali, che va ai suoi concerti per “stare bene” e assistere ad uno spettacolo di altissima qualità, sia che si tratti di una festa che di uno show più intimo, perché ad ogni modo sarà un rito collettivo da non perdere.

Lo sa bene PostepaySound, che infatti dà la possibilità a tutti di assistere al concerto che Mannarino terrà il 29 marzo al Gran Teatro Geox di Padova: sarà trasmesso integralmente e gratuitamente sulla pagina Facebook di Postepay, vi aspettiamo!

Me so’ mbriacato (2009)
Tratta da Bar della rabbia, il primo disco ufficiale di Mannarino, Me so’mbriacato è una canzone imprescindibile per conoscere la scrittura del cantautore romano. Nei testi surreali e onirici, le storie tragicomiche di ubriachi e zingari innamorati si innestano sulle sonorità e i ritmi della musica popolare italiana, balcanica e gitana, con citazioni che richiamano il circo e Federico Fellini, tra recitazione e musica.

Serenata lacrimosa (2011)
Una serenata sui gradini della chiesa, seduto a pensare al concetto della religione. Mannarino l’ha spiegata così: “Mi chiedo perché ci prendono da bambini, ci portano al catechismo, ci insegnano che siamo peccatori e che dobbiamo passare la vita a guardarci dal peccato, a pentirci, a non avere rapporti sessuali se non per procreare, a ingabbiare l’amore in matrimoni forzati, a essere gli ultimi perché poi saremo i primi nel paradiso. Il paradiso nostro per me è qui sul mondo, e voglio vivere da vivo, senza sensi di colpa preconfezionati, amando e godendo di questa vita breve. Non credo all’aldilà, credo nell’aldiquà. Nelle persone che ho amato, nelle emozioni che ho avuto. E sono vivo”.

Statte zitta (2011)
“Che ne sai tu de quello che sento”, dice Mannarino ad un’ipotetica interlocutrice, l’amore un corno, sopratutto. Però alla fine l’amore è il centro dei suoi pensieri, anche quando si litiga e si discute. “Tremo, tremo forte fra le tue carezze” confessa con voce rotta alla fine del ritornello. La discussione tra l’uomo e la donna, con tanto di minaccia di andarsene per sempre, nasconde in realtà un dubbio: l’uomo se ne vuole andare perché non la ama o perché è sopraffatto da un amore talmente forte e intenso da non essere in grado di sopportarlo? La canzone è inclusa in Supersantos, secondo album del cantautore romano.

 

Marylou (2011)
Un ritratto di donna in punta di piedi a ballare: sempre estratta da Supersantos, Mannarino ci racconta la storia di una “donna del porto” che balla con l’abito corto, incurante ma divertita dagli sguardi di chi la segue. Marylou che scappa di casa per andare in città, viene ritrovata e rinchiusa in un convento, fugge di nuovo e va a godersi la sua libertà. Una favola che ha un ragioniere per nemico e la magia della femminilità a salvare la felicità.


Le stelle (2014)
Il disco Al monte del 2014, terzo lavoro in studio, si chiude con questa delicatissima ballata in punta di pianoforte, piena di sogni appena accennati. Un tocco di dolcezza, sembra quasi di vedere Mannarino con gli occhi all’insù alla fine del cammino, quando contempla tutta la storia del mondo. Le stelle sono la guida per trovare una spiritualità laica e coraggiosa, il termine di un viaggio lunghissimo fuori e dentro di sé. Quasi un premio per chi non ha più paura e si è liberato di recinti, bandiere, costruzioni.

 

Arca di Noè (2017)
Uno dei singoli più amati di Mannarino è Arca di Noè, tratta dall’ultimo disco Apriti cielo uscito nel 2017 e premiato con il primissimo posto in classifica. “Tutti i pensieri che avevo fatto sulla nostra società occidentale e sul tema del viaggio si sono sintetizzati nel brano” ha raccontato Mannarino in una recente intervista. Impossibile resistere al coro in portoghese, lingua amatissima e frequentata da Alessandro, che spesso scappa in Brasile tra un disco e l’altro.

 

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